ALLEANZA PER LO SVILUPPO SU DAP:L'INTERVENTO DELLA PRESIDENTE

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“Il ritorno ad un sentiero stabile e virtuoso di crescita, non drogato da politiche di deficit ‘spending’ né da effimeri effetti di traino da svalutazioni competitive (ambedue ormai da tempo impraticabili, peraltro), rappresenta la sfida cruciale per l’Umbria come pure per l’intero Paese”. È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, sottolineando le priorità di intervento per il 2013 e gli impegni fissati dal Documento annuale di programmazione (“Dap”) 2013-2015.  “Il 2013, come documentato ampiamente nel ‘Dap’ sarà ancora un anno di recessione – rileva -, con un’ulteriore perdita di prodotto rispetto a un 2012 che chiuderà probabilmente con un calo del Pil prossimo al 3 per cento. Tale calo, lo evidenziano anche le analisi di Banca d’Italia, è dipeso per gran parte dalle manovre di consolidamento di bilancio messe in atto dal Governo (segnatamente dall’eccessivo livello del prelievo fiscale e contributivo), le quali, a loro volta – seppur discutibili per alcuni aspetti – si sono rese necessarie per rispettare gli impegni assunti in sede europea e per calmierare le tensioni sui mercati finanziari, tensioni che portavano alle stelle i costi per il servizio del nostro enorme debito pubblico”.
Più che non nel 2008-2009, rileva ancora, la debolezza del ciclo economico “si è tradotta in perdite di occupazione e in un ulteriore calo del reddito reale delle famiglie. E le alte percentuali di disoccupazione raggiunte non paiono potersi abbassare per effetto della ripresa economica, sia perché questa non è prevista prima del 2014, e si prevede sarà debole, sia perché si annuncia come una tipica ‘jobless recovery’,una ripresa, cioè, non accompagnata da un significativo recupero dell’occupazione”.
“La sfida che ci attende – aggiunge -, senza nulla togliere alle responsabilità in capo al governo regionale, chiama fortemente in causa comportamenti coerenti a livello nazionale ed europeo.  Si tratta di proseguire o adottare politiche tese al miglior funzionamento dei mercati come pure ad un progressivo riposizionamento verso l’alto delle produzioni italiane, in primo luogo tramite un aumento della capacità innovativa delle imprese. Si tratta anche di favorire una ripresa dei consumi interni, che non può realizzarsi in presenza di una pressione fiscale che, avendo superato ormai il 45 per cento, che diviene il 50 ed oltre se si tiene conto dell’evasione e del’economia sommersa, deprime eccessivamente il potere d’acquisto delle famiglie”.
“Un corretto riorientamento alla crescita – dice ancora la presidente - deve anche riconsiderare il ruolo delle politiche del welfare che, ferma restando l’esigenza di ulteriori recuperi di efficienza, vanno considerate come elemento irrinunciabile di una complessiva politica di sviluppo. Difficile pensare a un aumento della produttività del lavoro e ad un recupero dei consumi, se i cittadini non vengono mantenuti in buona salute fisica e mentale e se su di essi grava l’incertezza per il futuro e la mancanza di essenziali servizi sociali ed educativi”.
La Regione Umbria, pur subendo duramente gli effetti delle continue riduzioni di risorse derivanti dalle varie manovre di rientro, “si è sforzata e si sforza di mantenere i servizi alla comunità regionale senza accrescere la pressione fiscale da essa dipendente. La complessa opera di riordino istituzionale e delle strutture pubbliche, ad iniziare dalla riforma del Sistema sanitario regionale, si pone nell’ottica di un adeguamento della Pubblica amministrazione regionale che la ponga sempre più come un fattore di sviluppo economico-sociale, nonché di facilitazione della vita dei cittadini e del loro operare”.
“Il lavoro di elaborazione dei programmi regionali per la prossima programmazione europea 2014-2020 – conclude la presidente della Regione Umbria - dovrà rappresentare una preziosa occasione, assolutamente da utilizzare al meglio, per contribuire a costruire l’Umbria del futuro, nella consapevolezza e volontà che esso possa dipendere un po’ meno da quanto deciso a Bruxelles o a Francoforte e un po’ più da quanto saremo in grado, tutti insieme, di costruire nel nostro territorio, mettendo a sistema le idee, i progetti, le competenze e le risorse”.

Leggi lo schema del DAP:

 


 
Ultimo aggiornamento:  06/02/2013 ore 15.43